Il Borgo del Pozzo Vecchio
Partendo da località "Starza" (nome derivato dalla grande estensione di terreno che l'Abbazia possedeva in questa zona), si attraversa una delle contrade più fertili dell'isola. Qui è possibile visitare la chiesa dell'Annunziata detta anche della Madonna della Libera molto probabilmente eretta dai padri benedettini. La Chiesa di Madonna della Libera è situata in via SS. Annunziata, poco distante da piazza San Giacomo. Le sue origini sono di incerta datazione. Le prime testimonianze sono riportate nell'inventario abbaziale del 1521. Costruita una cappella dai padri benedettini divenne successivamente sede di un convento di monache che titolarono Monastile. L'edificio venne poi ampliato e trasformato in chiesa nel XVII secolo.
La struttura è a croce latina con tre navate e altarini laterali. Sull'altare maggiore si trova un'edicola in marmo sulla quale c'è il dipinto della Madonna e dell'Angelo del XVIII secolo in ricordo dell'episodio evangelico dell'Annunciazione. Nel 1833 è stata realizzata la cappella della Madonna della Libera in cui si può ammirare una splendida statua lignea del XIX secolo. Il presbitero con i parrocchiani hanno iniziato la costruzione di un oratorio nei pressi della chiesa. Vengono organizzate varie attività per la raccolta dei fondi necessari alla sua edificazione.
Percorrendo via dell'Annunziata, sulla destra, c'è via Faro che conduce alla punta Pioppeto dove ci sono alcuni piccoli alberghi solitari e tranquilli nelle campagne che degradano fino al mare. Sulla punta, dal 1849, è acceso il Faro, preceduto da un belvedere con panorama sul canale di Procida. Ritornando all'inizio di via Faro, si percorre la via Regina Elena. La strada prosegue, col nome di via C. Battisti, e sempre sulla destra, in località "Rotonda", s'incontra una torre del ?500 (una delle tre presenti nell'isola). Questa torre fu eretta nel XVI sec. per ordine del viceré di Napoli, Don Pietro di Toledo, per difendere la popolazione contro le incursioni dei saraceni. A Procida ne furono costruite altre due. Una doveva elevarsi alla fine di via Tabaia, l'antica strada di collegamento tra Marina di Santo Cattolico e Terra Murata in località "Lingua". La seconda si trova in via Giovanni da Procida, a destra, dopo la chiesa di S. Antonio. quest'ultima ha subito numerose trasformazioni essendo adibita ad uso abitativo. Le tre torri costituiscono lo stemma del comune di Procida. Dalla torre della Rotonda una strada, che attraversa vigneti e frutteti, conduce sulla collina della contrada Cottimo (cosiddetta per il particolare rapporto di lavoro che legava i contadini ai proprietari delle terre). Quello di Cottimo è un percorso che si snoda attraverso antiche vie di campagna e il limpido mare. Questa collina si estende da Punta Serra a Punta Faro. Giunti nella parte più elevata, si apre davanti agli occhi uno spettacolo meraviglioso: l'insenatura del "Pozzo Vecchio". Per raggiungerla, si segue il sentiero pavimentato che costeggia il muro destro del cimitero. Proprio quando il sentiero sembra finire contro un muretto, si scorge, dietro l'angolo a sinistra, la spiaggia del Pozzo Vecchio, un'insenatura quasi circolare racchiusa dalla "Punta della Serra". A sinistra ci sono piccole grotte mentre sull'altro lato c'è il passaggio, piuttosto impervio, che conduce verso la spiaggetta degli Innamorati, dominata dalla sovrastante torre d'avvistamento. La sabbia è piuttosto granulosa, il mare offre la possibilità di lunghe nuotate, i suoi fondali, ricchi di una variopinta fauna ittica e ricci di mare, sono amati dagli appassionati di pesca subacquea e snorkeling. Il panorama che si offre alla vista è particolarmente suggestivo: il Golfo di Napoli e il Vesuvio si presentanto alla vista in tutto il loro splendore. In questa spiaggia sono state girate alcune scene dell'indimenticabile film "Il Postino" di Massimo Troisi.
Dalla Redazione - Simone Cicchi
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