Il Borgo di Terra Murata
Con il nome di "Terra Murata" si indica il nucleo abitativo più antico tra quelli esistenti a Procida che risale al primo MedioEvo e fu a lungo l'unico centro abitato dell'isola per motivi di sicurezza. Infatti si trova sul punto più alto dell' isola (circa 90 metri), in posizione quindi facilmente difendibile. Il nome deriva dalla divisione di quest' isola in zone chiamate "Terre": c'era la "Terra aratoria" destinata alla coltivazione dei cereali; la "Terra campiva" utilizzata per il pascolo; la "Terra cultiva" per coltivazioni ortofrutticole (prevalentemente olivo); la "Terra vitata" coltivata a vigneto; e infine c'era la "Terra Casata" dove c'erano le case degli abitanti per meglio difendersi nei periodi meno sicuri. Nel corso del Cinquecento, a seguito delle razzie dello sceicco di Algeri, detto il Barbarossa che incendiò l'Abbazia di San Michele, i nuovi signori dell' isola (i D' Avalos) fortificarono l' intero centro abitato, e la Terra cambiò nome da "casata" in "murata", conservato fino ad oggi, insieme a molte caratteristiche costruttive sostanziali.
La difesa della cittadella di Terra Murata fu strategica anche nei secoli seguenti: ai piedi della Porta di Ferro, l'ingresso principale del centro abitato, ancora oggi, si possono vedere due cannoni a lunga gittata posti a guardia della suggestiva baia della Corricella dalla Marina Francese. Attualmente, a ridosso delle mura erette dai D' Avalos si trova anche l' edificio del penitenziario statale (Bagno Penale) a lungo sede di una colonia penale formata dal nuovo stato italiano e chiuso definitivamente nel 1988. Terra Murata è raggiungibile solo attraverso un'irta salita, percorrendo la quale, dove la salita forma un gomito, è possibile ammirare le case sovrapposte e variamente colorate di Marina Corricella. Tra queste case la più interessante è la 'Casa del Belvedere', che non a caso è stata risparmiata degli interventi edilizi di risanamento effettuati negli anni '50 per riammodernare l'area che presentava ormai molte zone pericolanti a seguito delle frane al sottostante costone roccioso. Oltre al "Castello" c'è il vecchio palazzo signorile De Iorio, probabile residenza dei Da Procida poi dei Cossa e infine passato sotto la proprietà della famiglia De Iorio. Nel novecento fu adibito ad orfanotrofio e venne chiamato "Conservatorio delle Orfane". In questo borgo le stradine sono come un cunicolo, tutto un andirivieni di passaggi, di corridoi, di vie coperte; un aprirsi dappertutto di porte, di scale, di finestre e di pozzi d'acqua. Il fascino di quest'eccezionale località è probabilmente aumentato dalla sensazione di abbandono e di quiete che si respira.
Dalla Redazione - Simone Cicchi
Google Maps