Marina di Chiaiolella
Chiaiolella deriva dalla voce latina "plaga": Chiaia. da Chiaia, per le sue ridotte dimensioni, è divenuta Chiaiolella. Partendo dalla strada principale, che dopo il cimitero prende il nome di Via Flavio Gioia, si arriva nel centro cittadino, sul tratto della Via Vittorio Emanuele II che collega la chiesa di S. Antonio Abate a Piazza Olmo. La Chiesa di Sant'Antonio Abate è situata in via Vittorio Emanuele ad incrocio con via Cavour. Edificata nel 1606 ed ampliata nello stesso secolo presenta una navata unica con cappelle laterali. L'altare maggiore di marmi policromi (secolo XVIII) è finemente intarsiato e pregevole è la balaustra cesellata da lesene decorate a rilievo. La statua di Sant'Antonio Abate è posta alla sinistra dell'altare maggiore ed è accompagnata dal caratteristico porcellino. Nella chiesa è possibile trovare quadri appartenenti alla scuola del Solimena.
Da Piazza Olmo, attraverso Via Pizzàco (sulla sinistra) è possibile arrivare ad una discesa a mare, caratterizzata da oltre 186 scalini che conducono alla spiaggia della Chiaia. Proseguendo dritto si arriva invece in Via Mons. Dom. Scotto Pagliara che conduce alla chiesa di Sant'Antonio di Padova situata in via Giovanni da Procida e fiancheggiata da via Lavadera. La chiesa è stata edificata nel 1636 dalla famiglia Cacciuttolo in luogo di un'antica cappella, descritta dall'inventario abbaziale del 1521. Della benefattrice famiglia è possibile ritrovare lo stemma del casato sulla sua facciata. La chiesa presenta un'unica navata con cappelle laterali. Sull'altare maggiore è posta la pregevole tela di Sant'Antonio del XVII secolo. In un piccolo altare laterale, è possibile ammirare la statua lignea del santo realizzata da maestranze napoletane nel XVIII secolo. Ricche di pregio sono altre tele raffiguranti insieme San Gennaro e San Biagio, San Giuseppe e Gesù. La chiesa è in opera di rifacimento.
Da questo punto è possibile imboccare la nuova Via IV Novembre che conduce alla punta di Pizzàco, dove sulla via Raia c'è la pretesa casa di Graziella - l'eroina del romanzo di A. de Lamartine - dove abitò lo storico d'arte Cesare Brandi. Un'interpretazione cinematografica di questa eroina la possiamo vedere nel film "Fuoco su di me" del regista Lambertini. Dallo spiazzo della chiesa è possibile anche imboccare la Via Lavadera che raggiunge il quadrivio delle Centane; qui si svolta a sinistra e superato il maestoso palazzo Guarracino (casa di caccia dei Borboni), si arriva al belvedere delle Centane che si affaccia sull'insenatura del Carbogno, nella parte sud-occidentale dell'isola. La strada a destra della chiesa di Sant'Antonio prende invece il nome di Giovanni da Procida, un noto cittadino salernitano, protagonista dei Vespri Siciliani, che agli albori del XIII sec. era feudatario dell'isola. Anche il Boccaccio lo cita nella sesta novella della quinta giornata. Lungo la strada Giovanni da Procida troviamo sulla sinistra la cosiddetta Torre degli Infernali, presumibile castello del feudatario dell'isola, caratterizzata da una serie di archi alla sommità del muro di cinta; di fronte, sulla destra, attraverso la via M. Morgantini in località "Campo Inglese" (dove si accamparono i soldati inglesi durante l'occupazione del 1799) è possibile arrivare alla spiaggia di Ciraccio. In questa zona si trovano i resti di una delle tre torri dell'isola e qui, nel 1950, sono state rinvenute tombe di età preromana.
Si ritorna sulla Via Giovanni da Procida e si prosegue raggiungendo la zone delle "parùle", terreni già paludosi irrigati con l'impiego di caratteristiche norie, che estraevano l'acqua da pozzi artesiani. La via principale conduce alla "Chiaiolella", l'ultima marina dell'isola, oggi attrezzata a porto turistico, dove si trovano alcuni degli alberghi e ristoranti più frequentati dell'isola. Tra le caratteristiche case a schiera si erge il Santuario di San Giuseppe. La Chiesa di San Giuseppe è situata in via Giovanni da Procida, a Marina Chiaiolella. La chiesa venne costruita nel XIX secolo e vari interventi di rifacimento la ampliarono e sistemarono. La struttura è a croce latina con un unica navata e piccole cappelle laterali. Sull'altare maggiore si trova un'edicola in marmo nella quale è posta la statua del santo protettore San Giuseppe del XVIII secolo alla sommità della quale è posta una conchiglia con l'iscrizione ITE AD JOSEPH . La cupola e il campanile risalgono al XIX secolo e spiccano tra l'abitato di Marina Chiaiolella. Particolarmente pregevoli sono le tele custodite.
Oltre la Chiaiolella, percorrendo Via Simone Schiano si giunge alla bellissima villa Chiaiozza, fatta costruire nell'immediato ultimo dopoguerra dal console inglese M. Wentworty Gurney in stile neoclassico. La strada conduce, poi, alla località "Socciaro", una verde e panoramica zona che guarda ad est il golfo di Napoli e ad Ovest l'isola d'Ischia. La Marina Chiaiolella è considerata la marina turistica dell'isola di Procida. Con la sua lunga spiaggia di Ciraccio - suddivisa in Ciraccio e Ciracciello - con stabilimenti balneari, con approdi turistici, ristoranti, bar, pizzerie, parchi gioco, hotels, pensioni, case vacanza, la Chiaiolella è tra le mete più ambite dell'isola per soggiorni e vacanze. All'estremità occidentale di Procida, la Marina Chiaiolella ha un caratteristico porticciolo che altro non è se non un antico cratere vulcanico spento. Da Marina Chiaiolella, risalendo per Santa Margherita, è possibile ammirare il piccolo isolotto di Vivara che è collegato a Procida da un ponte attualmente pericolante oltre ai resti, risalenti all'VIII secolo, di un antico cenobio benedettino.
Dalla Redazione - Simone Cicchi
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