Celebrazione della Settimana Santa a Procida
La Pasqua (dall'ebraico pesach = passaggio [del Mar Rosso]) è il centro e il culmine della cristianità. In molti paesi si svolgono riti che ricordano gli eventi che hanno caratterizzato la vita di Gesù Cristo prima e dopo la Sua Resurrezione, il passaggio cioè dalla morte alla vita. Tra i più suggestivi ci sono sicuramente quelli dell'isola di Procida.
Iniziano con la Domenica delle Palme con la celebrazione liturgica dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme accolto e acclamato dalla folla con palme e ramoscelli di ulivo. Proseguono poi con la suggestiva processione del Giovedì Santo, organizzata dalla più antica confraternita dell'isola, i Bianchi o del Santissimo Sacramento, fondata nel 1583 dal cardinale Innico D'avalos d'Aragona in ricordo dell'invito di Gesù ai Dodici di andare a preparare il luogo per consumare la Cena pasquale. Dodici confratelli, al termine della liturgia della Lavanda dei Piedi, con un saio bianco, incappucciati e incoronati da una corona di spine, accompagnati da un centurione romano procedono lungo le vie di Procida. Dopo aver sostato nelle chiese incontrate lungo il tragitto per l'Adorazione Eucaristica terminano la processione con la rievocazione dell'Ultima Cena. In questa rappresentazione cercano di rimanere fedeli alla Cena che fonda la fede di Israele e consumata anche da Gesù e dagli Apostoli, come memoriale della Pasqua ebraica, mangiando agnello arrosto, verdure, pane azzimo e bevendo vino.
Il Venerdì Santo si svolge, alle prime luci dell'alba, la "Processione dei Misteri". Organizzata dalla confraternita dei Turchini, fondata nel 1629 dai Gesuiti, coinvolge tutti gli abitanti dell'isola. La processione inzia con il suono di una tromba e tre colpi di tamburo. Parte dal sagrato dell'Abbazia di S. Michele Arcangelo, nel borgo di Terra Murata, per procedere lungo le strade dell'isola fino al porto di Marina Grande. Ogni "mistero" si ispira a scene dell'Antico e del Nuovo Testamento e alcuni di questi misteri sono creati dagli abitanti dell'isola durante i mesi che precedono la Settimana Santa e distrutti al termine della processione. La statua lignea del Cristo Morto, dello scultore C. Lantriceni, e quella della Madonna Addolorata attorniata da bambini, anche neonati, vestiti con un abitino nero con ricami in oro, chiudono la processione.
Le primissime processioni sono attestate già nel 1640 ma per il loro carattere cruento, i confratelli dei Turchini si flagellavano fino a provocarsi profonde ferite, furono vietate dall'autorità ecclesiastica mentre incoraggiarono quelle che attualmente vengono chiamate e conosciute con il nome di "Processione dei Misteri" dell'isola di Procida.
Dalla Redazione - Simone Cicchi