La Grotta Azzurra

La Grotta Azzurra

Come tutte le Grotte marine anche la genesi della Grotta Azzurra ad Anacapri pur nella sua unicità, non sfugge alle leggi geologiche. Molto probabilmente e secondo la teoria della deriva dei continenti la sua origine risale a circa 40-50 milioni di anni fa anche se l'erosione dell'acqua marina ne ha modellato la forma fino ai nostri giorni. Il fascino che ha esercitato ed esercita la Grotta Azzurra su chiunque la visiti è legato sicuramente alla colorazione azzurra del suo interno e al bianco argenteo che assumono gli oggetti sommersi nelle sue acque ma anche alla memoria ancestrale di una Madre Terra che custodisce e protegge chi in essa si rifugia. La sua conformazione, tipica delle grotte, incute fascino per la vastità delle sue volte e timore per l'horror vacui che suscita il pensiero di un qualcosa che sfugge al controllo dell'uomo.


Fascino e timore sono i due sentimenti che nel tempo hanno attraversato gli uomini nel loro avvicinarsi alla Grotta Azzurra. Dall'antica Roma Tiberio ne rimase sicuramente affascinato. Il varco nella roccia fu fatto ampliare dall'Imperatore per far diventare la grotta una sorta di tempio naturale alla divinità marina Nettuno. Sono del 1964 i ritrovamenti delle statue di due Tritoni e un Nettuno e del 1974 i frammenti di uno-due Tritoni e di una statua con abiti femminili acefala, un'ara e altri frammenti di arti superiori dalla conformazione dei quali si deduce che le statue alle quali appartenevano soffiassero su delle conchiglie. Questi reperti sono oggi custoditi nel Museo Casa Rossa ad Anacapri una villa fatta costruire alla fine dell'Ottocento dal colonnello americano John Cay H. Mackoven. Sopra alla cavità marina sorgeva Villa Gradola, una villa di servizio alla più imponente Villa Damecuta - una delle ville imperiali fatte erigere da Tiberio presenti a Capri - , oggi ridotta a pochi ruderi, e in una piantina geografica dell'isola del '600 la grotta veniva indicata con il nome di Grotta di Gradola. Possiamo allora immaginare come si presentasse l'antro al visitatore con questi esseri marini che adornavano le sue pareti. Molto probabilmente risale a questo periodo, o anche da molto prima, il sentimento di timore che pervadeva gli abitanti dell'isola che non osavano avvicinarsi alla grotta e per lungo tempo accuratamente evitata dai pescatori che avevano divulgato la leggenda che fosse abitata da creature terrificanti e da demoni.


Come si sa i sentimenti umani, quelli individuali più rapidamente di quelli collettivi, non rimangono sempre gli stessi e bisogna arrivare al 18 aprile del 1826 per riscoprire il fascino che questa grotta suscita nei visitatori. Lo scrittore August Kopisch, il pittore Ernst Fries e il notaio Giuseppe Pagano accompagnati dal pescatore Angelo Ferraro entrano nella grotta e colpiti dall'intenso azzurro, per la rifrazione della luce solare ad opera dell'acqua che ne trattiene il rosso, la chiamano Grotta Azzurra.


Per arrivare alla Grotta, posta nel versante Nord Occidentale dell'isola di Capri, via terra è possibile farlo con degli autobus di linea o con dei taxi, mentre via mare, si parte dal porto di Marina Grande con dei motoscafi che, accompagnando il turista nel giro dell'isola, vi sostano davanti. Per visitarla internamente occorre noleggiare una piccola barca, costruita appositamente, e farsi accompagnare dai barcaioli locali. In prossimità dell'ingresso, largo circa 2 metri e alto 1 metro s.l.m., il barcaiolo invita il turista a stendersi sulla barca, abbandona i remi e afferrando una catena murata sulla roccia sospinge il mezzo dentro il cosiddetto Duomo Azzurro, che ha un'altezza di circa 7 metri per arrivare a 14 nel punto più alto, una lunghezza di 60 metri e una larghezza di circa 23 metri. La cavità rocciosa continua da un lato con dei cunicoli che si pensa possano comunicare con la vicina grotta dei Guarracini dall'altro nella Grotta dei Pilastri, tre corridoi comunicanti che confluendo tra loro vanno a formare la Grotta dei Nomi per continuare nel Passaggio della Corrosione che conduce nella omonima Sala punto estremo della Grotta Azzurra accessibile ai visitatori.


Nel corso di un'edizione della folkloristica e tradizionale Settembrata Anacaprese gli abitanti della contrada le Boffe - le altre sono Le Pietre, La Porta e Le Stalle - nel comune di Anacapri ne hanno riprodotto una copia quasi a grandezza naturale.

Dalla Redazione - Simone Cicchi



Google Maps
Copyright - Capri Mobile