Via Tragara

Via Tragara

Il nome Tragara deriva, secondo le teorie più accreditate, dal greco antico "tràgos" che significa "capro", o "recinto delle capre". La famosa passeggiata di Tragara completata nel 1928 seguendo un antico percorso di origine romana o ancor prima greca come il suo toponimo ricorda, si apre alla fine di via Camerelle girando a sinistra e percorrendo la viuzza "svariona", una breve e ripida salita. Fino al 1875 era possibile scorgervi le rovine di una delle dodici ville imperiali fatte costruire dall'imperatore Tiberio, come testimonia il diario di viaggio di Castelàr un diplomatico spagnolo. Via Tragara si estende dal versante meridionale di Monte Tuoro fino alla pianura Occhio Marino. La via, pianeggiante e ben tenuta, è costeggiata da numerose ville, tra le quali ricordiamo: Villa Discopoli, abitazione dello scrittore Rainer Maria Rilke; la particolare, per la sua architettura tipicamente francofona e decisamente atipica rispetto a quella dell'isola ma che ne testimonia l'internazionalità, Chiesa Evangelica tedesca fondata nel 1899 grazie all'iniziativa di alcuni cittadini di Francoforte, al mercante Moritz von Bernus e al banchiere Hugo Andreae; Villa Lo Studio nella quale alloggiò, per il suo soggiorno caprese nel gennaio del 1952, Pablo Neruda ospite di Edwin Cerio; uno degli alberghi più lussuosi dell'isola di Capri.


La via termina affacciandosi su uno dei panorami più suggestivi dell'isola. Dalla terrazza si può godere della vista dei Faraglioni, della parete rocciosa di Monte Solaro, in mezzo alla quale emerge la Grotta delle Felci e al cui interno sono stati ritrovati numerosi resti fossili della preistoria e della protostoria. Sulla sinistra, quando le giornate sono limpide, si può scorgere parte della Costiera Amalfitana, mentre sulla destra è possibile scorgere delle abitazioni abbarbicate su dei ripidi pendii, Monte Castiglione con il castello, Monte Solaro, Cetrella e, in lontananza, la baia di Marina Piccola. Immediatamente prima di arrivare al belvedere c'è un sentiero che conduce ai piedi dei Faraglioni e un altro che permette di proseguire per via Pizzolungo, con il suo Arco Naturale, e per la Grotta di Matromania o Matermania.

Dalla Redazione - Simone Cicchi



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