La Piazzetta

La Piazzetta

Piazza Umberto I è la famosa Piazzetta. Dalla sua terrazza, con le bianche colonne della Funicolare per mezzo della quale da Marina Grande si giunge al centro della mondanità isolana, si apre il bellissimo panorama di Monte Solaro e del Golfo di Napoli. Fino al 1938 era la sede del mercato paesano del pesce e della frutta poi, grazie all'intuizione di Raffaele Vuotto, un giovane isolano, che vi aprì il suo bar sistemando dei tavolini all'esterno, la Piazzetta divenne ciò che oggi si presenta alla vista dei numerosi turisti provenienti da ogni parte del mondo. Dalla terrazza della Funicolare, di fianco, si può ammirare la Torre dell'Orologio, in origine campanile della ex cattedrale di Santo Stefano. La Torre, edificata presumibilmente intorno al X - XI secolo in quanto appartenente ad un antico convento benedettino intitolato allo stesso Santo, deve il suo odierno aspetto ai lavori di restaurazione della ex Cattedrale eseguiti intorno al XVIII secolo. La base quadrata è pavimentata con materiali provenienti dalla villa Jovis dell'Imperatore Tiberio ed è sormontata da una cupola in stile orientale. Il quadrante dell'orologio è realizzato in maiolica colorata. Il complesso di edifici che si affacciano sulla piazza chiamato "Case Grandi", un tempo residenza dei Conti Arcucci, comprendono: il Palazzo Farace, il Palazzo Cerio e il Palazzo Vanalesti. il Palazzo Vanalesti, sede dell'Azienda di Soggiorno e Turismo fino al 1787 fu la sede del Seminario vescovile. Tutto il complesso di origine trecentesca, è stato ristrutturato e ampliato tra il XVI e il XVII secolo.


Il palazzo Farace ospita la sede del Centro Caprense Ignazio Cerio. Fondato dal figlio Edwin (24/06/1875 - 24/01/1960 ), ingegnere e intellettuale, e dalla cognata pittrice americana di Newport Mabel Normann, il Centro, eretto ad Ente Morale con D.P.R. nel 1949, ha lo scopo di promuovere tutte quelle attività che valorizzano l'aspetto storico, artistico - culturale e naturalistico dell'isola ad esclusione delle attività religiose e politiche. Interessante è la Biblioteca in esso ospitata in cui sono custoditi oltre 5000 volumi tra manoscritti, testi antichi e moderni - tra i quali il Grand Tour, diario dei viaggiatori che dal 1600 approdarono all'isola - opuscoli oltre ad un Archivio, un'Emeroteca, con articoli su Capri di quotidiani e riviste in tutte le lingue dal 1796 e un'Iconoteca. A Palazzo Cerio si trova invece il Museo del Centro Caprense che, dopo essere stato chiuso dal 1995 al 2000 per importanti lavori di stabilizzazione della struttura è stato riaperto ai visitatori. Trae la sua origine dall'attività instancabile del Dott. Ignazio Cerio(1841-1921), medico isolano, ma fu realizzato a metà del secolo scorso. La maggior parte dei reperti naturalistici e archeologici esposti - oltre 20.000 - sono stati da lui raccolti. Conserva inoltre un ricco erbario (500 specie), la collezione di Oronzio Gabriele Costa (1789-1867) e quella di Raffaello Bellini (1880-1926). Quattro sono le sale espositive così suddivise per aree tematiche: Sala di Paleontologia e Geologia; Sala di Zoologia e Botanica, Sala di Preistoria e Protostoria; Sala di Archeologia.


ORARI: MUSEO - da Aprile a Settembre dal martedì alla domenica dalle ore 10,00 alle 14,00. Chiuso Lunedì. - da Ottobre a Marzo dal martedì al sabato dalle ore 10,00 alle 13,00. Chiuso Domenica, lunedì e festivi. BIBLIOTECA - Martedì, Giovedì e Venerdì dalle ore 16,30 alle 20,00; Mercoledì e Sabato dalle ore 9,30 alle 13,00. Chiuso Domenica, Lunedì e festivi.


Accanto al complesso residenziale delle "Case Grandi" è possibile visitare l'ex Cattedrale di S. Stefano realizzata, tra il 1688 ed il 1697, dal maestro muratore amalfitano Marziale Aniello Desideri, al quale si deve la realizzazione delle cupole e delle volte estradossate delle cappelle laterali, su progetto di ampliamento e ristrutturazione dell'antico convento benedettino del '500 affidato all'architetto napoletano Francesco Antonio Picchiatti e consacrata nel 1723 dal vescovo Michele Vandenejnde. L'ingresso principale è caratterizzato da un portale ligneo risalente al diciottesimo secolo. La vetrata sopra il portale, con Cristo Risorto, e le vetrate sopra la navata centrale, con i simboli dei sette sacramenti, risalgono al 1973. L'altare, in marmi policromi, fu realizzato nel diciassettesimo secolo. La pavimentazione del presbiterio e del coro fu realizzata con i marmi provenienti da Villa Jovis. I gradini dell'altare sono rivestiti da lastre di marmo, ricavate da colonne romane. Vi è poi un grande organo dorato dei primi del Novecento al di sotto del quale vi sono tre pietre tombali, con decorazioni in marmi policromi. Una è del vescovo di Capri Francesco Antonio Boccus, una di mons. Serafino Cimmino e un'altra del parroco Giuseppe De Nardis. Lungo il corridoio che conduce alla sagrestia si può ammirare la statua di San Costanzo, patrono di Capri realizzata in argento e ornata di zaffiri, granati e berilli oltre al busto in argento di San Giacomo. Nell'altare del transetto sinistro sono racchiuse le reliquie del Patrono e una tela di Farelli lo riproduce nell'atto di cacciare i Saraceni.


Nella Cappella del Crocifisso sono conservate le tombe degli Arcucci trasferite nel '800 dalla Certosa e la tomba della Serva di Dio Madre Serafina. Conserva inoltre una preziosa pala d'altare lignea del '500 che raffigura la "Madonna col bambino e i Santi Michele e Antonio da Padova" a cui i capresi sono molto legati. Una leggenda narra che i corsari l'avessero buttata da una rupe e questa fosse tornata miracolosamente al suo posto. All'interno della Chiesa sono custodite anche le spoglie di San'Agata.


Infine, fra gli arredi, vi sono due antiche piattaforme dorate su cui è posto un presepe e una crocifissione custoditi all'interno di teche in vetro. Poco distante c'è il Municipio, un palazzo del '700, che occupa gli edifici un tempo residenza Vescovile. È ancora oggi collegato da un passaggio interno alla Parrocchiale barocca di Santo Stefano. Nei pressi della Piazzetta si trovano inoltre, il Palazzo Bonacci, il Palazzo Canale detto "Lo Palazzo" che fu la residenza del baronetto Thorold, una piccola edicola di giornali, l'ufficio dei vigili urbani oltre naturalmente ai famosissimi bar all'ombra degli ombrelloni dei quali si può sorseggiare un caffè in compagnia di qualche personaggio famoso.

Dalla Redazione - Simone Cicchi



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