La Settembrata Anacaprese

La Settembrata Anacaprese

Si sa che i napoletani una ne fanno e cento ne pensano. Nasce così la prima edizione de "La Settembrata Anacaprese", nel 1923, ad opera del genio estroverso e fantasioso di un gruppo di turisti napoletani che, prima di congedarsi dal meritato periodo di riposo estivo nella perla campana per antonomasia, l'isola di Capri, e salutarsi per rivedersi l'anno seguente, hanno dato vita a quella che oggi è la festa folcloristica di Anacapri di fine agosto inizi settembre. L'organizzazione delle prime edizioni della Settembrata venne curata da personaggi celebri che trascorrevano le loro vacanze nell'isola con il coinvolgimento dell'intera comunità anacaprese. Tra gli ospiti illustri che si avvicendarono in questo compito organizzativo ci furono Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) fondatore del movimento futurista, il compositore e pianista Alfredo Casella (1883-1947), Franco Michele Napoletano (1887-1960) organista, direttore e fondatore dell'orchestra "Alessandro Scarlatti" con la consorte Emilia Gubitosi (1887-1972), anch'ella musicista e direttrice del coro "Alessandro Scarlatti" da lei fondato, lo scrittore e poeta Libero Bovio (1883-1942) autore di molti testi di canzoni in dialetto napoletano, il poliedrico caprese Edwin Cerio (1875-1960), Gennaro Napoli (1881-1943) allora vicedirettore del conservatorio napoletano di San Pietro a Majella e il pittore Lino Lipinsky che contribui alla creazione della locandina dell'edizione della Settembrata del 1930. Ogni anno Gennaro Napoli presentava una canzone in dialetto napoletano dedicata al piccolo comune dell'isola. Celebre è rimasta "Anacapri è 'na canzone" della prima edizione della Settembrata. Nel 1931 la festa subisce una battuta d'arresto a causa, principalmente, della crisi economica prima e della guerra poi, che arrestarono il flusso dei turisti che affollavano ogni estate l'isola e lo spirito della festa - l'arrivederci sull'isola l'anno successivo - sembrava aver perso il suo significato. Nel 1931 gli isolani organizzarono così la Festa dell'Uva, non molto diversa dalla Settembrata.


Le serate infatti trascorrevano all'insegna dell'allegria con la sfilata di carri ricolmi di uva falanghina e greca tra i quali spiccava un grasso Bacco circondato dalle "pacchiane", le campagnole dell'isola, con danze e canti in strada o in uno dei primi alberghi, se non il primo, di Anacapri, il buon bere - nelle taverne il vino era gratuito - , il buon mangiare. Le anacapresi indossavano gli abiti tradizionali costituiti da gonne lunghe e fiorate o quadrettate, camice di pizzo coperte da scialle in seta dalle lunghe frange. I capelli erano ornati dalle patelle - lunghe forcine - che, a seconda del ceto sociale di appartenenza potevano essere d'oro o argento. Anche le piazze, le vie e le imbarcazioni partecipavano della contagiosa allegria inghirlandate di festoni e luci. La conclusione era segnata dalla premiazione della contrada che si era distinta per il miglior carro o il migliore addobbo o la migliore accoglienza offerta nelle proprie taverne con l'assegnazione del Grappolo D'Oro. Le contrade in gara erano: la Contrada Le Pietre che deve il suo nome dalla piazza con il suo lastricato in pietra e comprende oltre la Chiesa di Santa Sofia, quella di San Michele, le vie Orlandi e Trieste e Trento, le piazze San Nicola e Diaz, La Vignola, Lo Funno, Artimo, Pagliaro - quest'ultime un tempo terre coltivate a viti e olivi; la Contrada La Porta il cui nome è dato dalla storica Porta - l'unica via d'accesso al comune di sopra - che comprende la zona turisticamente più sviluppata come Capodimonte, Caposcuro, Montesolaro, Catena e piazza Vittoria; la Contrada Le Stalle che deve il suo nome dalla presenza di stalle per i cavalli dei cocchieri che con le loro carrozze portavano i visitatori alla scoperta dell'isola e comprende Caprile - con la sua piazza che chiude il centro storico e da cui inizia la rituale sfilata di carri che percorre le strade della città -, Follicolara fino al Faro, Ceselle, La Guardia, La Migliera, Tito Minniti. Ai contradaioli de Le Stalle si deve il bellissimo addobbo della vallata Caprile-Follicolara; la Contrada Le Boffe deve il suo nome all'omonima via del centro storico e che comprende La Vigna, Lo Pozzo, La Fabbrica, e la Grotta Azzurra. Questa venne riprodotta quasi a grandezza naturale in una edizione della Settembrata.


Una bella signora bionda, Pamela Viva, con la sua bambina sfila per le vie di Anacapri con il vestito tradizionale delle "pacchiane" nome affatto gradito dalle isolane che preferiscono quello di campagnole. Era il 1977 e La Settembrata Anacaprese assegna il primo premio a Pamela che con il suo abbigliamento fa da très d'union tra il 1930 - ultima edizione - e la ripresa di una tradizione apparentemente dimenticata. Da allora, anno dopo anno, la Settembrata sembra abbia ripreso il suo antico splendore innestandosi nella Festa dell'Uva ma riprendendo decisamente lo spirito che mai aveva in realtà abbandonato gli isolani: l'arrivederci all'anno prossimo. Da allora ogni anno viene proposto un tema attorno al quale gli anacapresi devono cimentarsi dando espressione della loro fantasia e laboriosità. Nel 2003 La Settembrata si è aperta ispirandosi ai mitici anni '60 con il loro protagonisti come De Sica, Clark Gable, i reali di Svezia, Sophia Loren, Anna Magnani e tanti altri. Più di 300 figuranti sfilavano con gi indumenti delle stelle di quegli anni cuciti dalle cinque sarte più famose di Anacapri. I carri rappresentavano Peppino di Capri, la Festa dell'Uva, Maremoda e il juke-box mentre delle auto d'epoca facevano da contorno al corteo. Nel 2006 il salto indietro nel tempo ridava l'isola all'Imperatore romano Tiberio. Le strade si sono riempite di bighe e aurighe con dei bellissimi cavalli, di centurioni, ancelle, pretoriani, schiavi, patrizi e plebei con l'Imperatore Tiberio seduto su di un trono. Nel 2009 il tema riprendeva la storia ma in qualità di protagonisti c'erano gli anacapresi: "La storia siamo noi... sei date da ricordare" in cui venivano riprese le epoche che hanno segnato la storia di Anacapri come ad esempio la scoperta della Grotta Azzurra, il periodo di Axel Mounthe o quella dell'Imperatore Tiberio. Da allora ad oggi lo spirito non è cambiato ma ad esserlo è il modo di rappresentarlo andando incontro anche ad un pubblico più esigente con concerti ed eventi culturali. Ad organizzarla è il Comune di Anacapri che negli anni ha contribuito notevolmente ad ampliare il numero dei partecipanti alla manifestazione facendo diventare La Settembrata un appuntamento importante tra le manifestazioni folcloristiche della Campania. Nel corso della kermesse vengono inoltre dati i premi per "la vetrina più caratteristica", "il balcone più bello" e "il percorso più suggestivo".

Dalla Redazione - Simone Cicchi

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