La Festa di San Costanzo

La Festa di San Costanzo

Alcuni storici hanno identificato S. Costanzo di Capri con il patriarca costantinopolitano Costantino I (675-677), venerato nella chiesa greca il 9 agosto. Tra i miracoli a lui attribuiti e narrati nel Sermo de Transitu Sancti Costantii, compilato da Marino da Sorrento monaco del Convento di San Severino e Sossio di Napoli nel 1137, vi è quello compiuto nell'anno 991 quando scatenò una furiosa tempesta impedendo lo sbarco sull'isola dei corsari guidati da Boalim. Viene inoltre ricordato per aver combattutto efficacemente contro gli eretici in alcune zone dell'Italia meridionale. Secondo la tradizione agiografica il santo vescovo, durante il suo viaggio di ritorno da Roma scampò ad una tempesta sbarcando con una nave a botte a Capri. Interpretato questo fatto come volontà divina, soggiornò sull'isola con i suoi discepoli, Sergio e Giorgio, per convertire al Cristianesimo gli abitanti. Morì sull'isola il 14 maggio e le sue reliquie vennero conservate nella chiesa da lui fondata. Da allora fu venerato come protettore di Capri e la sua immagine è stata scelta come stemma del gonfalone della città. La chiesa dedicata a San Costanzo e sede episcopale, che oggi sorge nella piazzetta principale dell'isola sul sito della ex Cattedrale di Santo Stefano, si trovava in origine presso il Borgo di Marina Grande in località Aiano di Sotto. La chiesa originaria dedicata a Costanzo fu sede del Vescovo fino al 1596, quando si decise di spostare il seggio nella nuova cattedrale (Santo Stefano) al centro di Capri dove le reliquie sarebbero state più protette dalle incursioni saracene. Questo spostamento fu all'origine della rivalità tra i Capresi (abitanti del centro) e i "Greci" (la gente della Marina Grande). Da allora, anche se per la festa del patrono le reliquie di San Costanzo vi vengono riportate per una settimana per ricordare le origini del culto, il borgo di Marina Grande ha scelto un nuovo protettore: la Madonna della Libera alla quale è stata anche intestata la chiesa di San Costanzo a partire dal 1972.


Il momento più importante della ricorrenza del Santo Patrono dell'Isola di Capri è quello della processione, che ha luogo ogni anno il 14 maggio. La scelta del giorno si ricollega alla morte del Santo scritta nel Sermo che parla del "Transitu Sancti Costantii". In origine, in quel giorno, venivano pronunciate orazioni in onore di San Costanzo nella chiesa di Marina Grande. La tradizione successiva volle poi che la ricorrenza iniziasse con il "Tiro", di San Costanzo, quando veniva issato in Piazza Umberto I il quadro rappresentante il Santo, con il suono incessante delle campane. Successivamente il quadro venne sostituito con un busto in legno dorato raffigurante il Vescovo e portato in processione. Il busto d'argento utilizzato oggi e che risale al 1715 è stato fortemente voluto dai fedeli e dal vescovo Michele Gallo Vandeneyde. Fu in quella occasione che la mitra venne ornata con pietre preziose rinvenute negli scavi di Villa Jovis, mentre nella fibula che lega il piviale è conservato un frammento osseo del ginocchio del Santo. Il giorno prima della festa il simulacro è esposto nella Cattedrale. La mattina del 14 viene celebrato, alla presenza dell' Arcivescovo di Sorrento e di tutto il Capitolo, il solenne pontificale durante il quale è dispensato il sacramento della Cresima. Nel pomeriggio ha luogo la processione che dopo un breve giro per le vie del centro, scende per via Acquaviva per raggiungere Marina Grande.


Apre il corteo una banda musicale seguita da un lungo gonfalone amaranto a forma di vela, forse in ricordo della venuta del Santo sull'isola. Seguono varie Confraternite la più antica delle quali è quella di San Filippo Neri in tunica bianca e mozzetta rossa. Segue un crocifisso con i chierichetti vestiti con una tunica rossa e cotta bianca, infine il clero che reca in mano ceri accesi e il Santo Patrono portato a spalla dai giovani confratelli della San Filippo Neri. Immediatamente dietro sfilano le autorità civili, con lo stendardo retto da un vigile urbano. Altri vigili urbani, in alta uniforme, stanno ai lati del Santo insieme ad altri militari delle forze armate con le rispettive autorità. Chiude il corteo la folla dei fedeli. Dai balconi e dalle terrazze delle case gli abitanti lanciano sulla statua petali di rose e fiori di ginestra, il "fiore di San Costanzo". Lo scoppio dei petardi e i lunghi drappi colorati di seta damascata, che impreziosiscono il corteo, danno un suggestivo effetto scenografico insieme alla musica della banda e alla pioggia di petali che raggiunge il suo culmine a Marina Grande, dove si unisce il fischio delle sirene degli scafi ancorati nel porto che accolgono l'arrivo del Santo Patrono. La processione attraversa tutto il borgo marinaro e dopo l'ultimo tratto di via Cristoforo Colombo, raggiunge la piccola chiesa. La settimana successiva, con analoga processione, la statua viene ricondotta nella ex Cattedrale di Santo Stefano.

Dalla Redazione - Simone Cicchi

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