Il Museo Correale di Terranova

Il Museo Correale di Terranova

Casa-Museo, Museo-d'atmosfera sono due definizioni che ben si addicono a quella che era l'abitazione dei nobili patrizi sorrentini dei Correale presenti nel territorio di Sorrento dal XV secolo anche se lo storico Francesco Pansa ne anticipa la presenza già nel XIII secolo. Alla morte degli ultimi discendenti del casato, i fratelli Alfredo (1827-1900) e Pompeo (1828-1902) nati dal matrimonio di Francesco Maria, Conte di Terranova e Senatore del Regno d'Italia, con Maria Clelia Colonna, per loro volere, l'abitazione "Villa alla Rota" viene donata, insieme ad altre proprietà fondiarie e immobiliari che dovevano servire al mantenimento economico del Museo, alla Fondazione Correale di Terranova con l'obbligo di istituirvi il Museo Correale di Terranova. Eretto ad Ente Morale nel 1904 il Museo viene inaugurato nel 1924 dall'allora Ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile. La storia travagliata della sua apertura (l'attesa di 20 anni dall'erezione ad Ente Morale all'inaugurazione) continua nel periodo bellico e post-bellico. Dal 1943 al 1953 il Museo chiude le sue porte sia per l'avanzata del fronte - poste in salvo le opere d'arte esposte la "Villa alla Rota" diviene bivacco per soldati inglesi - sia per i successivi e necessari interventi di ristrutturazione. Altri interventi - la riparazione del tetto del 1972 e i devastanti terremoti del 1980 e 1981 - determinarono la protratta chiusura della struttura museale. Il Museo Correale di Terranova riapre finalmente le porte della sua "casa" ai visitatori nel 1989 con i suoi 1200 metri quadrati espositivi di opere che abbracciano un periodo storico che va dal periodo Imperiale, con la sezione dedicata all'archeologia, al secolo scorso.


Il percorso museale si articola su tre livelli espositivi più il sottotetto recuperato allo scopo. A pianoterra c'è la sala dedicata alla famiglia Correale con i ritratti di Alfredo con la moglie Angelica de' Medici, il fratello Pompeo e l'albero genealogico che annovera tra i suoi rami anche Ippolita de Rossi sorella della madre di Torquato Tasso. Un'altra sala è dedicata all'archeologia con reperti risalenti al periodo imperiale e la pregevole ara scolpita ai quattri lati con scene commemorative dell'inaugurazione del tempio alla Dea Vesta sul Palatino probabilmente base di una statua di Augusto. Nella sezione medievale sono esposti frammenti di plutei, amboni scolpiti a pegasi, grifoni ed aquile provenienti dalle necropoli sorrentine e dall'antica cattedrale di San Renato. In un'altra sezione del pianoterra è possibile ammirare alcuni preziosi arredi napoletani del XVII secolo, i preziosi capolavori della tarsìa sorrentina dei maestri Gargiulo, Damora e Grandville donati dal cavaliere Silvio Salvatore Gargiulo nel 1937, la pregevole collezione di orologi francesi e inglesi del XVII-XIX secolo oltre a vetri di Murano e Boemia e argenteria settecentesca. Una sala è dedicata al poeta Tasso con i suoi preziosi manoscritti e la sua maschera funebre.


Per accedere al piano nobile dell'edificio si sale un'ampia scalinata, disegnata dall'ingegnere Nauclerio, i cui pianerottoli sono impreziositi da balaustre in piperno. Qui, attraverso un percorso ad anello, sono esposti dipinti del '600-'700 di scuola napoletana e della pittura fiamminga del XVI-XVIII secolo tra cui spiccano capolavori di Rubens, Van Kassel e Grimmer oltre al prezioso gioco del Biribisso un olio su tela di Francesco Celebrano. Notevoli gli arredi e le porcellane bianche e blu cinesi che completano e fanno da cornice all'intero percorso proprio come se il Museo si confondesse con la Casa e viceversa. Al secondo piano sono dislocate, tra imponenti consolles, dipinti di Nature Morte dal XVII al XVIII secolo con una sala dedicata ad Andrea Belvedere, splendidi paesaggi della Scuola di Posillipo tra i quali si segnalano quelli di Plitoo, Duclere e Gigante, una ricca collezione di orologi da tavolo e da taschino italiani ed europei del XVIII secolo oltre ad una numerosa oggettistica in vetro di Murano e cristallo di Boemia, ventagli, argenti e utensili di uso quotidiano sapientemente distribuiti tra le sale. Il terzo piano è riservato ad una delle più esclusive collezioni di maioliche e porcellane del settecento europeo. Fiore all'occhiello del Museo Correale si possono ammirare manifatture italiane di Capodimonte, Venezia, Real Fabbrica Ferdinandea, Doccia, Vezzi e Cozzi, quelle francesi di Marsiglia, Saint-Cloud e Sèvres, le svizzere di Zurigo, le austriache di Vienna e quelle olandesi. Le manifatture inglesi sono rappresentate dalla produzione di Bow e Chelsea mentre quelle tedesche da Meissen, Berlino, Nynmhenburg, Höchst, Füstemberg e Frankenthal.


Il Museo Correale si è arrichito nel corso degli anni di altre opere. A seguire le orme dei due fratelli fu proprio Angelica De' Medici, moglie del conte Alfredo, che nel 1917 donò mobili e dipinti. Di seguito il marchese Francesco Cavaselice di San Mango donò anch'egli mobili antichi e preziose porcellane. Nel 1929 il commendatore Onorato Fiorentino lasciò in eredità reperti archeologici molto importanti e nel 1937 il cavaliere Silvio Salvatore Gargiulo le stupende Tarsìe Sorrentine e libri antichi. Nel 1940 la nobildonna Carolina Carignani di Novoli fece dono al Museo di pizzi antichi, miniature ed oggetti vari, nel 1946 il Lauria arricchì la Biblioteca di un manoscritto del Tasso e nel 1952 la duchessa Anna D'Aosta donò un busto in marmo dello scultore F. Jerace. Nel 1980 la duchessa Maria rosaria Capace Minutolo fece dono di due divise da gentiluomo della corte papale e due anni dopo il Dottor Roberto Russo di Napoli lasciò una rarissima moneta del ducato Sorrentino il "Follaro". Nel 1989 l'archeologa Paola Zancani Montuoso ha donato piatti di porcellana francese oltre a miniature ed un monetiere seicentesco. Gli apparecchi fotografici del XIX secolo sono stati donati dal dottor Ghester Sartorius nel 1999 e i ventagli realizzati tra il XVIII e il XIX dalla signora Mariella Grazia. Recentemente il marchese Giuliano Buccino Grimaldi ha fatto dono di due uniformi borboniche di gentiluomo da camera del Re e Donna Adriana Donnorso, dell'omonima nobile famiglia sorrentina, ha donato alcuni preziosi oggetti. A suffragare il carattere di Casa sembra ci sia proprio questo continuo arricchirsi di opere del Museo. Sembra proprio che chi lo visiti non visiti solo un ambiente sicuramente culturale e bello ma soprattutto vada a far visita ai Conti Correale e nel farlo portino loro dei doni proprio come fa un ospite che va a trovare un caro amico. È per questa atmosfera, culto del bello, per la cultura e dell'ospitalità, che non si può parlare di "andare al museo" come di un andare solo per un'arricchimento culturale, piuttosto si potrebbe dire di un "andare a casa" per salutare i conti Alfredo e Pompeo Correale di Terranova e lasciarsi accogliere e stupire dalla generosità dei due fratelli. Il Museo Correale è visitabile tutto l'anno, dalle 9,30 alle 13,30 con ingresso da via Correale 50 tranne il martedì e le festività nazionali


Per informazioni e prenotazioni telefonare alla Segreteria della Fondazione dalle 9,30 alle 13,30

Tel. 0039.081.8781846

Dalla Redazione - Simone Cicchi



Google Maps
Copyright - Amalfi Coast