Il Sedile Dominova
Nel Medioevo il Regno di Napoli era il più vasto stato della penisola e in esso restavano saldamente radicate le strutture feudali. I baroni, al seguito degli angioini, esercitavano un enorme potere nelle loro estese proprietà fondiarie e il re, in assenza di una borghesia emergente, non riusciva a contrastarli efficacemente. A peggiorare ancora di più la situazione politica fu la crisi dinastica che si creò alla morte, nel 1343, del re Roberto d'Angiò. Ed è in questo contesto storico che vennero eretti i famosi "Sedili". Inizialmente erano luoghi di incontro per risolvere affari privati e pubblici successivamente, in epoca angioina, divennero ben presto il luogo in cui le famiglie più in vista della città, i baroni, si riunivano e discutevano le sorti della res publica. Per più di cinquecento anni, fino all'ascesa al trono di Napoli di Giuseppe Bonaparte prima e Gioacchino Murat dopo, le assemblee nobiliari si sono incontrate per gestire l'annona, le cariche pubbliche, le porte della città e le rispettive torri. Nella capitale ne esistevano ben dodici mentre a Sorrento due. Il prestigio politico di questi due Sedili sorrentini si accrebbe al punto che nel periodo della dominazione spagnola arrivarono a contendere a quelli di Napoli alcuni dei suoi privilegi. Di questi Sedili l'unica testimonianza rimasta in Campania e rarissima per lo stato di conservazione in tutto il Meridione è il Sedile Dominova che si trova lungo via San Cesareo in piazza P. Reginaldo Giuliani.
Alla sua erezione, presumibilmente tra il 1319 e il 1345, contribuì la divisione della nobiltà, probabilmente in seguito ad un fatto di sangue, in due fazioni. All'originario Sedile di Porta, della cui presenza è rimasta un'arcata murata posta vicino a Piazza Tasso e all'inizio di via San Cesareo, si contrappose il Domus Nova. Di forma quadrilatera con due arcate in piperno al suo interno, accessibile da una scaletta, è possibile ammirare affreschi settecententeschi uno dei quali riproduce lo stemma di Sorrento: cinque losanghe d'argento in campo rosso sorretto da angeli. Nella volta della cupola, del '600, sono riprodotti le insegne araldiche delle famiglie nobiliari che facevano parte del Sedile. La cupola è ricoperta da "riggiole" in maiolica verdi e gialle poste a "spina di pesce". Sui pilastrini della balaustra vi è uno stemma che rappresenta una lupa passante. Aldilà dell'indiscutibile valore artistico e storico del Sedile Dominova, ciò che più affascina di questa costruzione è il fatto che in quel luogo vi si siano discussi gli aspetti più importanti della municipalità sorrentina e sostando al suo interno sembra che ancora riecheggino le parole, le voci dei protagonisti che hanno reso unico questo angolo della Campania.
Dalla Redazione - Simone Cicchi
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