La Cultura dell'Acqua - Il Nostro Mare

La Cultura dell'Acqua - Il Nostro Mare

La rassegna intreccia cultura cinematografica e cultura ambientale. L' edizione di quest'anno è iniziata con la proiezione del film-documentario "Per amore dell'acqua" di Irina Salina edito da Feltrinelli che è un vero e proprio grido di allarme sulla risorsa acqua che per sua natura è limitata e che negli ultimi 50 anni il progresso ha reso inutilizzabile inquinando numerose falde acquifere, fiumi e impoverito i mari delle risorse ittiche. Non solo ma prosegue con una denuncia sulla privatizzazione di questo bene indispensabile sottolineando che l'acqua è diventata la terza attività industriale dopo elettricità e petriolo a livello mondiale.


Il secondo film

Il secondo film proiettato è "Le grande Bleu" di Luc Besson un film interamente dedicato al mare. Un viaggio negli abissi marini e in quelli dell'amore per la natura e non di una dicotomia tra la stessa e l'uomo. I protagonisti sono affascinati dalle profondità marine e immergendosi in esso compiono il viaggio di ritorno alle origini di ogni essere vivente: l'amnios come elemento primordiale.


Il terzo film

Il terzo film proiettato, "Oceani", non ha bisgono di essere raccontato. L'amore per l'ambiente marino di Jacques Cousteau, che ne è l'autore, e le splendide immagini di questi luoghi parlano da soli delle sue ricchezze e unicità.


Il quarto film

Il quarto film è del regista iraniano Mohammad Rasoulof e si intitola "L'isola di ferro". La trama potrebbe essere inquadrata in quella sorta di equilibrio instabile che è l'interazione tra l'uomo e l'ambiente in cui vive. Equilibrio che viene sempre messo in pericolo di essere sfaldato, distrutto fino ad arrivare a minacciare la stessa esistenza delle persone. Le cause sono sempre le stesse: sete di potere, ricchezza e supremazia dell'uomo sull'uomo. Ma questo si può rompere per un certo periodo, fino ad un certo punto... poi la Storia, la Vita provvede a ristabilire l'equilibrio turbato. Un segnale di speranza anche per la risorsa acqua...turbata dagli interventi dissennati dell'uomo c'è la speranza che il giusto rapporto tra l'uomo e l'elemento che lo compone per l'80% riprenda il suo corso.


Il quinto film

Il quinto film di Hayao Miyazaki si intitola "Ponyo sulla scogliera". È sapientemente che i curatori della rassegna di cinema e ambiente inseriscono la proiezione di questo "cartone animato" - centosettantamila disegni fatti a mano da settanta artisti e senza uso di effetti computerizzati - subito dopo "L'isola di ferro". Qui l'equilibrio tra uomo e natura viene ristabilito da un bambino, Sosuke, dopo aver affrontato diverse prove con l'aiuto di una pesciolina-bambina, Ponyo.


Il sesto film

Il sesto film pone in rilievo, oltre che la difficilissima condizione degli immigrati clandestini dovuta alle leggi contro l'immigrazione e alla insuperabile forza che l'amore può dare ad una persona, anche l'innegabile ostilità della natura verso l'uomo. Attraversare il canale della Manica a nuoto con temperature di 10 gradi per 10 ore sembrano ostacoli insormontabili. Il tempo, la temperatura e il mare tre elementi non controllabili che potrebbero portare alla morte il protagonista che accetta la sfida per amore.


Un percorso di sensibilizzazione alla cultura dell'acqua

Un percorso di sensibilizzazione alla "cultura dell'acqua" in cui dall'intervento distruttrice antropico si arriva alla speranza di un equilibrio armonico tra l'uomo e l'elemento indispensabile alla vita.

Dalla Redazione - Simone Cicchi

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