Torquato Tasso a Sorrento

Torquato Tasso a Sorrento

"Io non ho scritto a Vostra signoria illustrissima doppo ch'io sono in Napoli, credendo di venirle a far riverenza di giorno in giorno; perocchè essendo nato in Sorrento, dovea esser da lei riconosciuto per servitore, come uno degli altri sorrentini".

(Lettera 982 all'Arcivescovo di Sorrento)


Nel 1861 venne inoltrata al municipio di Sorrento la proposta di erigere una statua all'autore del poema epico "Gerusalemme liberata" e nel 1870 venne posta nell'attuale piazza Tasso. L'incarico dell'opera fu dato al Cav. Gennaro Cali pittore e scultore napoletano (1799-1877). Sappiamo che una delle famiglie sorrentine più importanti dell'epoca, i Correale, e che figuravano tra le famiglie del Sedile di Porta, in contrapposizione alle famiglie del Sedile Dominova, erano imparentate con la famiglia Tasso in quanto il figlio di Ferdinando Correale, Onofrio, aveva sposato Ippolita, sorella della moglie di Bernardo Tasso, e pare che fu anche per questa ragione che il padre di Torquato scelse proprio Sorrento come sua dimora. Tra febbraio e marzo del 1543 Bernardo Tasso da Salerno si trasferì a Sorrento in quanto luogo delizioso e salubre per la salute dell'anima e del corpo con la moglie Porzia e la figlia Cornelia. Scrive Bernardo a monsignore Cornelio di Brescia che "Questa città è sopra tutte le altre di questo regno dilettevolissima, abbondante di tutte quelle cose che al comodo della vita si richiedono, bella di sito, temperatissima di cielo, ed insomma di tutte quelle cose ricca, che alla salute dell'anima e del corpo sono necessarie" e ancora in una lettera scritta a Marcantonio da Mula "Mi son ritirato a Sorrento città [...] che veramente si può dir l'albergo della cortesia. [...]. Ella è dal seno d'un piacevolissimo mare da Napoli divisa [...]: dove par che la natura [...] renderla bella e dilettevole si sia affaticata [...] La delicatezza e novità dei suoi frutti, la varietà ed eccellenza dei suoi vini, la bontà e quantità dei suoi pesci, la tenerezza e perfezione delle sue carni è oltre ogni umano desiderio [...]. Il clima è sereno, temperato e vitale [...]. Le mura che la natura ha fatto sono di montagne verdi, fiorite e piene di frutti [...] per ogni zolla versano con urna d'argento freschissime e pure acque [...]. Né per altro i Poeti questo essere albergo delle sirene favolosamente finsero, se non per mostrare che tante erano le delizie di questo paese [...]".


Soggiornando a Sorrento la famiglia Tasso godeva di un ritrovato benessere come chiaramente emerge da un'altra lettera di Bernardo scritta questa volta all'amico della Torre in cui gli annuncia l'imminente nascita di Torquato "(Bernardo) era del corpo sano, dell'animo sanissimo [...] non senza speranza di figliuoli maschi che perpetuassero la memoria della sia casa". La moglie Porzia era in quel periodo incinta di sei mesi. Ma agli inizi del 1544 Bernardo, a causa della guerra tra Francesi e Tedeschi, fu costretto a lasciare Sorrento per ritornarvi solo nel gennaio del 1545 sperando di "viversi agli studii suoi ed alle sue comodità tutto il resto della vita che gli avanzava" come scrisse allo Speroni. Tuttavia la sua permanenza fu breve in quanto richiamato a Salerno dal principe Ferrante Sanseverino per svolgere alcuni incarichi tra i quali quello di perorare la causa, presso la corte papale, di far eleggere arcivescovo di Sorrento Donato Correale essendo morto nel settembre del 1545 il titolare Cocquerel che battezzò Torquato nel Duomo sorrentino. Ed è in questa epoca che Bernardo trasferì tutta la sua famiglia a Salerno senza farvi mai più ritorno. Della famiglia Tasso la prima a tornare a Sorrento fu la sorella Cornelia nel 1558 sposando Marzio Sersale e rendendolo padre di tre fanciulle e di due fanciulli: Anna, Isabella, Porzia, Antonino e Alessandro. Solo nel luglio del 1577 Torquato, dopo la prigionia, e travestito da pastore per non farsi riconoscere, torna a Sorrento sicuro che la sorella non lo avrebbe tradito e soprattutto lo avrebbe curato sia nello spirito che nel corpo. L'affetto di Cornelia e di Antonino e Alessandro, che spesso lo accompagnavano nei posti più belli e pittoreschi di Sorrento, contruibuirono a rendere la permanenza del poeta nella sua terra natale piacevole e piena di significato. I luoghi a lui più cari erano il convento domenicano di San Vincenzo dove il Priore padre Fabiano gli faceva da guida spirituale e il monastero benedettino di San Renato. Il poeta rimase a Sorrento per circa sei mesi. Sono forse di quest'epoca le poesie intitolate "Alla sua donna lontana", alcuni sonetti (136 e 442) e i madrigali (118-124) delle "Rime" ed il sonetto "Lontananza amorosa".


Ma dove è la casa in cui nacque Torquato Tasso? Una tradizione, peraltro non suffragata da alcuna prova, indica il palazzo appartenuto al duca di Laurito dove c'è oggi l'albergo del Tasso mentre un'altra indica l'edificio dove ora sorge l'albergo Tramontano. Altri, come l'abate Pacicchelli, la collocano fuori dalla città, nel Piano, mentre Fasano scrive che il poeta nacque a casa dello zio Onofrio Correale e Parrino in una casa appartenuta alla famiglia Sersale. Ma Manso, amico del poeta, smentisce tutte le precedenti versioni indicando la casa appartenuta alla famiglia dei Mastrogiudice il luogo dove nacque Torquato Tasso l'11 marzo 1544 e della quale, fino agli inizi del secolo XIX, non ne rimanevano che alcuni ruderi, poi abbattuti definitivamente dal principe di Strongoli, e nella seconda metà del 1800 dell'antico palazzo rimaneva solo un pianterreno con un terrazzo che si affacciava sul mare. A testimonianza del fatto che la casa natale di Torquato Tasso sia stata quella ora distrutta dei Mastrogiudice ci sono gli scritti della fine del '600 e gli inizi del '700 di Crasso che afferma che la casa a pochi mesi dalla nascita del poeta "crollò e cadde in mare" e quelli di Anastasio che asserisce "quella casa non stette a lungo in piedi [...] mal tollerando accogliere inquilini volgari, poscia che aveva perduto il chiarissimo poeta". Di Torquato Tasso Sorrento non conserva memorie storiche concrete come l'abitazione dove nacque o un luogo singolare del poeta in cui poter dire qui compose la tal ode o il tal sonetto a parte alcuni manoscritti conservati nella biblioteca del Museo Correale di Terranova. Tuttavia si può ben dire che la bellissima cittadina conservi in sé parte dello spirito e del clima che la famiglia Tasso respirò nel felice soggiorno sulla penisola e sono gli stessi che accolgono il visitatore di oggi e di domani.

Tratto dal codice di Bartolomeo Capasso del 1866

Dalla Redazione - Simone Cicchi

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